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“La genealogia della famiglia Bach, di fama mondiale, si può dimostrare fino al 1504”. Questo scriveva Johann Christoph Bach (diciasettesimo nella Genealogia di Johann Sebastian) in una sua lettera del 1727. Nel territorio di Coburgo, in Franconia,, il nome Bach si può rintracciare fino all’anno 1000, secondo il signor Paul Bach di Eisenach. Dobbiamo essere grati ancora una volta a Johann Sebastian Bach se oggi possiamo conoscere la sua stirpe. Egli infatti scrisse nel 1735 la storia della famiglia sotto il titolo Ursprung der musicalisch-Bachischen Familie (Origine della famiglia di musicisti Bach). La cronaca inizia così:

Vitus Bach, fornaio di pan bianco in Ungheria, fu costretto nel 16 Seculo a fuggire dall’Ungheria a causa della sua religione luterana. Dopo aver venduto, per quanto gli fu possibile, la sua proprietà, andò in Germania e in Turingia trovò sicurezza bastante per la sua religione luterana; si stabiì a Wechmar, nelle vicinanze di Gotha, e lì continuò la sua professione di fornaio. Ciò che gli procurava maggiore gioia era la sua piccola cetra, che soleva prendersi dietro per suonarla, mentre il mulino macinava. Che piacevole rumore, devono aver fatto, quei due strumenti insieme! Così accadde che gli s’impresse il senso del ritmo. A quanto pare, fu così che la musica entrò per la prima volta nella nostra famiglia.

 

Bach, in questa dichiarazione, non chiarisce un aspetto importante: non si capisce se Veit fosse di ceppo Ungherese o se fosse un fornaio tedesco che nel suo abituale apprendistato di garzone vagante, aveva trovato in Ungheria condizioni tali da indurlo a stabilirvisi. La maggioranza degli studiosi oggi è concorde con la seconda ipotesi dato che osservano come il nome Bach sia presente in svariate aree della Turingia durante tutto il XVI secolo. Inoltre, risulta che un uomo di nome Hans Bach (probabilmente il padre di Veit), fosse membro della commissione comunale per le tutele di Wechmar nel 1561.

Come potè accumulare in così poco tempo il considerevole patrimonio come quello cui sembra accennare Johann Sebastian ? Perchè Bach lo descrive come un “fornaio in Ungheria” senza accennare alla sua origine turingia ? Sembrerebbe allora più probabile che Veit fosse nato in Ungheria ereditando la proprietà di suo padre. La famiglia poteva quindi essere tedesca (a quel tempo erano molti i tedeschi che vivevano in Ungheria). Questo incrocio tra le stirpi tedesca e magiara potrebbe giustificare la ricca inclinazione artistica trasmessa da Veit alla sua discendenza. La questione è ancora aperta.

GenHansBach

Veit si stabilì in Turingia, e dalla sua cetra non si separò mai più. Nello stesso periodo visse un certo Hans Bach, probabilmente il fratello di Veit e, nonostante fosse carpentiere, divenne trovatore e giullare nella corte della Duchessa vedova Ursula del Württemberg, a Nürtingen. Il poco che sappiamo di lui ci è rivelato da due ritratti conservati nella collezione dei ritratti di famiglia di Emanuel Bach (il quale ritenne erroneamente che la persona ritratta fosse Hans Bach, il bisnonno di Johann Sebastian). Hans il giullare, morì nel 1615 e non si può dire quale fosse la sua parentela con Johann Sebastian. Nel primo dei due ritratti (Biblioteca di Berlino), è dipinto un uomo di mezza età, con una gorgera pieghettata alla moda dell’epoca che tiene un violino nella mano sinistra e l’arco nella destra. I capelli erano tagliati molto corti, fatta eccezione per un tirabaci incollato in mezzo alla fronte, che con molta probabilità doveva produrre un effetto comico. Sulla spalla sinistra porta la sonagliera tintinnante propria del giullare. Le sue esecuzioni musicali dovevano avere un carattere leggero, così fanno supporre i versi che si leggono in un cartiglio nell’angolo sinistro del quadro sopra la testa:

 

Il violin Hans Bach tu vedi qua,

quando l’ascolti ridere ti fa.

E’ solo suo il suo modo di suonare

come la bella barba alla Hans Bach

che usa portare

 

L’altro ritratto, che si trova alla Biblioteca Nazionale di Parigi, ci mostra un uomo più vecchio, vestito in modo simile, recante la seguente iscrizione in latino: Morio celebris et facetus: fidicen ridiculus: homo laboriosus simplex et pius (giullare famoso e divertente, violinista faceto, uomo laborioso, semplice e religioso). L’uomo ritratto non era un comune giullare di corte. Il registro parrocchiale precisa che “a questo diligente e fedele servitore di Sua Altezza ducale, fu concessa una onorata sepoltura”. Di seguito, Hans Bach "il giullare", incisione su legno, Biblioteca Nazionale di Parigi.

 

HansBachIncisionesulegno

 

Nello stesso periodo, un altro Bach, di nome Caspar, faceva il trombetta comunale a Gotha. Forse era un fratello più giovane di Veit. Abitava nel’alta torre del palazzo municipale (la Genealogia riporta erroneamente, che egli viveva nel castello di Grimmenstein, ma non è possibile in quanto il castello fu distrutto nel 1567. Tra le sue mansioni al servizio del Municipio, oltre ai doveri musicali, egli doveva ‘battere le ore, osservare e riferire giorno e notte sui movimenti nelle strade che conducevano alla città’. Caspar rimase a Gotha fino al 1620 quando fu chiamato ad Arnstadt a svolgere le stesse funzioni. Nel 1618 scoppia la guerra dei trent’anni, sottoponendo Caspar ad un maggiore stress. Nel 1635 si dimette dall’incarico e si compra una casa (che esiste tuttora). Continuò a lavorare come musicista per la città e per il Conte reggente di Schwarzburg-Arnstadt, nella cui banda suonava la Dulciana (il Fagotto). Il conte incoraggiò gli studi musicali del figlio di Caspar, anch’egli di nome Caspar, nato intorno al 1600, mandandolo alle corti di Bayreuth e di Dresda e fornendogli i migliori maestri, strumenti e abiti necessari. Dopo il 1925 non si trovano più tracce del musicista negli archivi di Arnstadt. La morte del vecchio Caspar non è annotata nei registri della città e si presume sia avvenuta tra il 1642 e il 1644.

Il numero 2 della Genealogia, un certo Johannes, figlio di Veit, venne affidato al vecchio Caspar. Dimostrò un “particolare talento per la musica” tanto da diventare un musicista di professione. La Genealogia riferisce che Johannes aveva fatto il suo apprendistato presso il trombetta comunale di Gotha, senza menzionare il nome di Caspar. Johannes si guadagnò un’eccellente reputazione in tutta la provincia. Un sermone funebre per la morte del figlio Heinrich, designa Johannes come tessitore di tappeti mentre la Genealogia lo descrive come mugnaio. Nel 1626 venne stroncato dalla peste che imperversava nel territorio. Lasciò tre figli, ognuno dei quali destinato a fondare un’importante dinastia musicale.

La Genealogia fa menzione di un fratello di Johannes e ne parla come di un tessitore di tappeti ma non ne cita il nome. La biografia uffiale concorda che trattasi di Lips Bach, che dal registro di Wechmar appare essere il figlio di Veit e che morì nel 1620. I discendenti di Lips, conosciuti come i “Bach di Meiningen”, misero al mondo tanti bravi artisti.

 

GenJohannes2

 

Tutti e tre i figli di Johannes intrapresero come carriera la musica. Il maggiore, Johann (numero 4 nella Genealogia), nato a Wechmar nel 1604, amava accompagnare suo padre nei viaggi musicali, mettendo insieme un’ottima istruzione pratica. Tanto era il talento, che il trombetta comunale di Suhl, Johann Christoph Hoffmann, persuase Johannes a lasciargli il figlio in qualità di apprendista. Johann s’innamorò di Barbara, la figlia del maestro e la sposò. Nonostante le straordinarie capacità, Johann non riuscì a trovare un’occupazione stabile. Nel 1635 fu chiamato ad Erfurt causa decimazione della banda musicale. Egli fu poi organista nella Predigerkirche di Erfurt. Riuscì ad ottenere in breve tempo la somma di 1461 fiorini per la ricostruzione dell’organo, a testimonianza dell’alta stima di cui godeva. Tutte le sue risorse erano impegnate a far navigare la famiglia in tempi difficili. Dopo che ebbe perduto la sua prima moglie (nel dare alla luce un bimbo morto), dovette pensare presto a risposarsi. Scelse Hedwig Lämmerhirt, la storia della cui stirpe, presenta una certa somiglianza con quella dei Bach. Sebbene i Lämmerhirt non abbiano prodotto musicisti di professione, furono molti i musicisti ad entrare in questa famiglia attraverso il matrimonio. Sappiamo che i fligli avuti da Hedwig furono buoni musicisti. Il figlio maggiore, Johann Christian [7], ebbe l’ufficio di direttore della banda municipale di Erfurt. Suo fratello più giovane, Johann Egidius [8], gli successe alla morte (di peste) nel 1682. Oltre a ricoprire lo stesso ufficio, i due fratelli ebbero in spose due sorelle, figlie del trombetta comunale di Eisenach, un tale Schmidt. Il terzo fratello, Johann Nikolaus [9], musicante comunale come gli altri due, fu un eccellente suonatore di viola da gamba. Morì in giovane età a causa della peste. Nessuna opera musicale ci è pervenuta, quindi non è possibile stabilire se questi Bach componessero.

GenJohannes22

 

Christoph nacque a Wechmar nel 1613 e stando alle informazioni del Nipote, si interessò solo alla musica strumentale. Il suo primo impiego lo vede servitore di corte presso il duca di Weimar. Intorno al 1640 sposò Maria Magdalena Grabler e si trasferì ad Erfurt per lavorare come musicante di città accanto a suo fratello Johann. Qui, ebbero sei bambini, tre dei quali particolarmente dotati per la musica. Nel 1654, Christoph fu chiamato ad Arnstadt come direttore musicale della corte e della città, ma lo stipendio e il diritto esclusivo delle esecuzioni ai matrimoni e ai funerali, non bastava a mandare avanti una famiglia numerosa come la sua. Fece domanda per un posto nella città di Naumburg ma prima di stringere gli accordi morì e soli ventiquattro giorni dopo anche la moglie. Si noti come attraverso il suo matrimonio con una ragazza della Sassonia i discendenti sarebbero stati diversi dagli altri rami della stirpe in quanto avrebbero ereditato anche l’energia e l’intelletto del popolo Sassone.

Il terzo figlio di Johannes, Heinrich [6], nato nel 1615, mostrò fin da ragazzo una predilezione per l’organo. Studiò musica col padre e con il fratello maggiore Johann lavorando alle dipendenze di quest’ultimo per oltre sei anni ad Erfurt. Nel 1641 fu nominato organista ad Arnstadt, impegno che tenne per oltre cinquant’anni. Sposò Eva Hoffmann, una sorella di Barbara, la prima moglie di Johann. L’unione di Heinrich ed Eva continuò per trentasette anni. Eva era figlia del trombetta comunale di Suhl. La coppia ebbe tre figli di eccezionale talento musicale. Mentre la vita non gli dava problemi sotto tutti gli aspetti umani, le condizioni economiche rappresentavano un serio ostacolo. Il Principato era sotto pressione tra tasse e altre traversie, quindi il Conte di Schwarzburg era in seria difficoltà nel pagare regolarmente i propri dipendenti. Quando per oltre un anno non ricevette alcuno stipendio, Heinrich salvò la famiglia dalla fame anche grazie ad un pezzeto di terra che possedeva. Sapeva sopportare tutte le tribolazioni, con forza e allegria: era sempre ponto allo scherzo. Quando i due figli maggiori trovarono impiego nelle città vicine, il padre spesso li andò a trovare. Sebbene trovasse un sosituto che assolvesse i suoi compiti, fu rimproverato ed ammonito a non lasciare la città senza un permesso speciale.

Secondo le abitudini del tempo, i musicisti erano molto limitati nei loro movimenti e i Bach, dotati tutti di un forte senso di indipendenza, sentirono profondamente il peso di questa condizione e la trasgredirono ripetutamente. A partire da Heinrich fino a friedemann Bach, passando per Johann Sebastian, i conflitti con le autorità sorsero da cause come questa.

La moglie di Heinrich muore nel 1679. Rimasto solo, andò a vivere presso sua figlia Maria Catharina. Il marito di questa, Christoph Herthum, pian piano assunse le mansioni di Heinrich.  Heinrich divenne cieco e costretto a restare a letto. Ebbe comunque la compagnia dei nipoti e dei pronipoti che gli dierero grande gioia. Heinrich si interessò principalmente agli strumenti a tastiera. E’ probabile che egli suonasse il cembalo o il clavicordo quando era chiamato a corte, ma la sua occupazione principale fu quella di suonare l’organo nelle due maggiori chiese di Arnstadt: la Oberkirche e la Liebfrauenkirche. Godette di grande reputazione come eminente virtuoso. Non solo doveva accompagnare, ma anche dirigere il coro. Doveva avere padronanza delle nuove forme introdotte dall’Italia, abilità nell’arte dell’improvvisazione di fughe e variazioni sui Corali.

GenHeinrich6

 

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Genealogia (Parte 1)

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