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JohannSebastianBach1746 HaussmannSignature

Elias Gottlob Haussmann

Anno: 1746

Olio su tela ( 79,5 cm x 63,5 cm )

Museum für Geschichte der Stadt, Lipsia

Il più celebre ritratto, e sicuramente autentico, che di lui ci resti è quello dipinto da Elias Gottlob Haussmann nel 1746. Il ritratto fu dipinto per la Societät der musikalischen Wissenschaften, una società di dotti musicisti fondata da Lorenz Christoph Mizler, di cui Bach divenne membro nel 1747.Quando il ritrattista dipinse il consiglio comunale di Lipsia nel 1746, raffigurò i consiglieri nelle loro vesti ufficiali, con particolari che ne rivelavano il ruolo e la funzione. Non è chiaro se Bach consegnò l'originale o ne fece fare una copia.

Haussmann adottò lo stesso schema nel ritratto di Bach, che tiene nella mano destra una pagina di musica, ma non un vecchio spartito qualsiasi. Il Cantor mostra un foglio con tre righi di notazione musicale e la scritta Canon triplex à 6 Voc per J.S.Bach (canone triplo a sei voci, di J.S.Bach), un testo cifrato il cui significato musicale assai complesso, sarebbe rimasto oscuro ad un normale osservatore e avrebbe messo in seria difficoltà anche un musicista esperto.

L’austera espressione assunta dal compositore, corrisponde perfettamente al suo discorso musicale. L’uomo Bach si pone dietro alla sua opera: paragonato alla sua imponente creazione, l’essere umano sembra avere un’importanza secondaria. Nel dipinto traspare un uomo di immenso vigore e di tenace energia, il cui volto rivela la sofferenza, le delusioni e le aspre lotte che costituirono gran parte della sua vita come Thomaskantor.

Una volta nelle mani del figlio Friedemann, che lo passò al Cantor Eberhard Müller, fu poi donato all'istituzione J.G.Stallbaum "Osterprogramme der Thomasschule". Non è però escluso che il dipinto provenga dai discendenti del ramo di Lipsia. Nel 1852, a causa degli effetti del tempo, fu restaurato una prima volta e quando nel 1894 furono riesumate le spoglie venne pulito e rinnovato pesantemente ottenendo un'immagine più espressiva e dettagliata.

BachHausmann1748ReturnsHome

Esiste anche un altro ritratto, sempre di Haussmann, datato 1748, in uno stato di conservazione decisamente migliore. Di proprietà di Walther E.E. Jenke di Slesia che si trasferì a Dorset in Inghilterra nel 1937. Acquistato dalla sua famiglia da un antiquario di Berlino dopo il 1800. Dal 1953 è di proprietà del musicologo W.H. Scheide.

Lo stato di conservazione è buono e quindi ha richiesto un minor restauro. Il volto è più espressivo e le note sul manoscritto risultano più dettagliate rispetto alla versione del 1946.

Senza essere un grande artista, Elias Gottlob Haussmann, pittore al servizio della corte di Sassonia e all’occorrenza del municipio di Lipsia, ha saputo immortalare nelle due versioni del suo ritratto i caratteri dominanti di bach sessantenne: ostinazione, aggressività e diffidenza.

Elias Gottlob Haussmann

Anno: 1748

Olio su tela ( 76,3 cm x 62,8 cm )

Collezione William H. Scheide

Princeton, NJ, Stati Uniti d'America

BachHausmann1748Ceremony

12 Giugno 2015 Bach ritorna a casa dopo ben 265 anni!

Il filantropo William H. Scheide, al compimento del suo centesimo compleanno, ha scelto il Bach Archiv come naturale erede del quadro. La cerimonia si è tenuta nella Thomaskirche alla presenza del sindaco di Lipsia Burkhard Jung, Judith Scheide, Sir John Eliot Gardiner, Peter Wollny direttore del Bach Archiv e Barbara Scheide. Dal 13 Giugno 2015 il dipinto è visibile nella sala del tesoro al Museo Bach di Lipsia.

Bach-MeiningenPastel-DJB-if-0550

Ma c’è un altro ritratto del maestro negli anni di Lipsia. Per più di duecento anni era rimasto nascosto in collezioni private e venne alla luce solamente nel 1950. Fu eseguito a pastello dopo il 1730, durante una visita a Lipsia di un giovane parente, Gottlieb Friedrich, il figlio maggiore di Johann Ludwig Bach, il direttore d’orchestra di Meiningen, con cui Sebastian aveva avuto uno stretto contatto artistico. E’ il “bel pastello, molto somigliante”, di cui Carl Philipp Emanuel Bach parla in una lettera al Forkel. Grazie a questo ritratto, il solo sicuro, oltre alle due versioni di Haussmann, possiamo conoscere il volto di Bach appena passata la cinquantina. In questo bel pastello, i lineamenti caratteristici di Sebastian, l’alta fronte, il volto carnoso, il grande naso, la bocca ostinata, sono naturalmente gli stessi, ma l’espressione è ben diversa. Il modello di Gottlieb Friedrich era un uomo di dieci o dodici anni più giovane, i cui occhi non rivelano ancora l’affaticamento che la successiva malattia doveva produrre. Ma la differenza col ritratto di Haussmann è ancora più profonda. Karl Bernhard Paul Bach dichiarò che il quadro fu dipinto da suo bisnonno Gottlieb.

Molti mestieranti della Bach-forschung continuano a circondare questo dipinto di riserve e reticenze, o addirittura ad ignorarlo. Questo, è il Bach che Gesner avrà visto al lavoro, in quel Concerto domestico.

Gottlieb Friedrich Bach ( 1714 - 1785 )

Anno: 1730 ?

Pastello ( 16 cm x 13 cm )

Proprietà della sig.ra Anneliese Ortner Bach

Monaco di Baviera

Autenticità dubbia

Weydenhammer

Autore sconosciuto

Anno: 1730 ?

Olio su tela ( 28,2 cm x 23,1 cm )

Proprietà discendenti fam. Weydenhammer

L'autore del frammento Weydenhammer resta ad oggi sconosciuto. La tradizione orale lo vuole dipinto da un antenato della famiglia Weydenhammer, attuale proprietaria. Analisi più approfondite porterebbero il piccolo dipinto a Balthasar Denner (1685-1649) che dipinse il ritratto di un amico e collega di Bach, Silvius Leopold Weiss.

Altre ipotesi lo attribuirebbero alle mani di pittori in auge in Germania dell'epoca quali Antoine Pesne e Louis de Silvestre.

Weydenhammer

Artista sconosciuto

Anno: 1745 - 50 ?

Olio su tela ( 73 cm x 59 cm )

Proveniente dalla Turingia, fu portato a Magonza nel 1847 da un musicista di Querfurt. Il professor Fritz Volbach di Magonza ne scoprì l'esistenza, lo acquistò e lo portò all'attenzione del pubblico attraverso la Neue Bach Gesellschaft. Un anatomista di Tubinga, August von Froriep, ne affermò l'autenticità nel 1909 attraverso confronti col cranio riesumato quindici anni prima. La critica è scettica a causa delle numerose discrepanze sulla fisionomia, sulla parrucca, sulla giacca indossata, sul fatto che Bach non potesse mai raggiungere l'età dell'acciliato vegliardo. Recenti teorie che vedono il Cantor fortemente ammalato di diabete e privo di alcuni denti e affetto da blefarocalasi negli ultimi anni di vita, giustificherebbero l'autenticità del dipinto datandolo a cavallo dei due interventi subiti agli occhi che ne aggravarono pesantemente la salute.

Weydenhammer

Artista sconosciuto

Anno: 1745 - 50 ?

Olio su tela ( 73 cm x 59 cm )

Ritrovato in un solaio di una casa di Erfurt nel 1877 e appartenuto ad un sarto che collezionava quadri fino al 1907 che collezionava quadri. Acquistato poi dal museo cittadino di Erfurt nel 1907 dove si trova tuttora.

Sul retro riporta la dicitura (a mano) "Joh. Sebast. Bach / geb. d. 21. Mar. 1685 / zu Eisenach". Si suppone ritragga Bach ai tempi in cui ricopriva la carica di Konzertmeister a Weimar. Besseler lo annovera tra i Cinque ritratti autentici sulla base di considerazioni oftalmologiche datandolo intorno al 1723 ad opera di Rentsch. Di tutt'altra visione altri critici che lo datano circa mezzo secolo dopo. Ulteriori analisi di laboratorio metterebbero in forte dubbio l'autenicità del quadro.

Il quadro ha tuttavia catalizzato l'affetto degli appassionati del Kantor, a cui piace credere di vedere nel dipinto l'immagine del giovane Bach.

Weydenhammer

J. Jacob Ihle

Anno: 1717 - 1723 (?)

Originariamente 82 cm x 66 cm.

Durante il restauro ridotto a 78 cm x 63 cm

Bachhaus, Eisenach

Scoperto per caso nel 1897 da Max Hartmann di Bamberga in casa di un panettiere a Bayreuth, il cui nonno era stato un giardiniere nel decennio 1820-1830 presso il castello della città il quale era venuto in possesso di alcuni dipinti scartati. Il dipinto venne acquistato da Max von Hase, direttore di Breitkopf & Härtel di Lipsia che lo restaurò.

Si suppone che il principe Leopoldo di Anhalt-Cöthen abbia commissionato questo quadro al ritrattista di Esslingen che lavorò per un certo periodo alla corte di Bayreuth.

Appartiene al gruppo dei cinque quadri che Besseler annovera come 'Cinque ritratti originali' per via dei collegamenti oftalmologici.

Weydenhammer

Artista sconosciuto

Anno: 1730 - 1740 (?)

Puntasecca su pergamena 9.4 cm x 7.2 cm.

Collezione del dottor Erich Fiala, Vienna

Nel 1937, Erich Fiala di Vienna, acquista il disegno presso un antiquario di Parigi. Questo disegno, importante dal punto di vista artistico e affascinante nello stesso tempo, E' stato pubblicato da Besseler nel 1958 stabilendone, sulla base della blefarocalasi, l'assoluta autenticità come un ritratto ad-visium, datandolo tra il 1730 e il 1740. La sua tesi è condivisa da diversi storici dell'arte anche se poi altri esperti ne contestano pesantemente l'autenticità. Postuma è la scritta "Job. Seb. Bach" sul retro.

Weydenhammer

Artista sconosciuto

Anno: 1730 - 1740 (?)

Puntasecca su pergamena 9.4 cm x 7.2 cm.

Collezione del dottor Erich Fiala, Vienna

Nel 1937, Erich Fiala di Vienna, acquista il disegno presso un antiquario di Parigi. Questo disegno, importante dal punto di vista artistico e affascinante nello stesso tempo, E' stato pubblicato da Besseler nel 1958 stabilendone, sulla base della blefarocalasi, l'assoluta autenticità come un ritratto ad-visium, datandolo tra il 1730 e il 1740. La sua tesi è condivisa da diversi storici dell'arte anche se poi altri esperti ne contestano pesantemente l'autenticità. Postuma è la scritta "Job. Seb. Bach" sul retro.

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